Tendini: patologie annesse e connesse

22 Mag 2020 | patologie

Tendini

Cosa sono i tendini 

 

 

Iniziamo questo percorso spiegando queste patologie che affliggono i tendini e le loro differenze di tipologia e di evoluzione.

Facciamo una piccola introduzione per spiegare che cosa sono i tendini e che cosa rappresentano per il corpo umano: si tratta di delle robuste strutture fibrose che hanno il compito di legare i muscoli alle ossa del corpo, hanno un colore madreperlaceo ed esistono grosse differenze anatomiche che possono coinvolgere e variare in base alla localizzazione ovvero la forma, la lunghezza e il rivestimento sinoviale che li ricopre.

I tendini sono formati principalmente da due sostanze, una più resistente e solida detta collagene e una più malleabile ed elastica detta elastina. La loro principale funzione è quella di trasmettere la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono unite e inserzionati; resistono a sollecitazioni molto violente, infatti sono dotati di un’elevata resistenza ma di una minima elasticità.

Come altre strutture del nostro corpo anch’essi reagiscono agli stimoli esterni (allenamenti, traumi, lesioni). Adattandosi a tutto ciò, i tendini sono poco irradiati dal sangue (fibre bianche) e sono scarsamente vascolarizzati. Hanno un consumo di ossigeno abbastanza ridotto, per questo la loro rigenerazione è molto lenta.

Si trovano quindi costretti a sopportare sollecitazioni importanti per la natura della loro struttura, e nel caso di inconsuete o violente contrazioni possono lesionarsi. Il nemico più grande e pericoloso da affrontare per i termini però è il microtrauma ripetuto (overuse).

Dal microtrauma ripetuto partiamo per cercare di fare un po’ di chiarezza sulle patologie infiammatorie e non che affliggono il tendine.

 

 

Tendini: Le Patologie

 

La tendinite è una delle patologie più frequenti che colpisce i tendini, consiste nell’infiammazione del peritenonio che è una lamina connettivale che avvolge tutto il tendine, spesso la tendinite è dovuta ad una condizione dolorosa tendinea ripetuta nel tempo (sovraccarico).

Tuttavia molti studi negli ultimi anni hanno analizzato al microscopio che nella maggior parte dei casi la patologia cronica ai danni del tendine è priva di cellule infiammatorie, detta anche tendinosi.

La tendinosi è una degenerazione strutturale del tendine stesso, ovvero degenerazione del collagene in assenza però della parte infiammatoria.La difficoltà nella valutazione, che deve essere svolta sempre da un professionista specializzato (ortopedico-fisiatra), è la tempistica in cui viene valutato il quadro patologico. 

A tale riguardo nasce e prende piede durante gli anni il termine tendinopatia, che si riferisce alla varietà di condizioni dolorose che si sviluppano all’interno del tendine sottoposto a sovraccarico funzionale.

 

Tendinopatie

 

Questo termine viene usato negli ultimi anni dagli specialisti per descrivere il fenomeno tendineo che affligge i pazienti che hanno avuto sintomi per molte settimane.

Tra le più comuni tendinopatie che vengono diagnosticate dagli specialisti troviamo:

  • la tendinopatia dell’Achilleo (tendine d’Achille),
  • la tendinopatia rotulea (ginocchio),
  • epicondilite e epitrocleite (gomito),
  • tendinopatia degli adduttori dell’anca (sindrome pubalgica)
  • la tendinopatia della cuffia dei rotatori (spalla).

 

 

Tenosinovite

 

La tenosinovite invece è un altro fenomeno infiammatorio più raro che colpisce però la guaina sinoviale al cui interno scorre il tendine stesso.Questa patologia diciamo che non è molto comune perché non tutti i tendini sono provvisti di questa guaina, colpisce soprattutto i tendini del piede e del collo del piede, a livello del polso e delle articolazioni metacarpo falangee.

Il meccanismo è molto semplice, la guaina sinoviale si inspessisce per fenomeni degenerativi e infiammatori e di conseguenza lo scorrimento del tendine è alterato e rallentato. Uno degli esempi più illustri è la patologia del dito a scatto della mano.

 

 

Sintomi e Riabilitazione

 

I sintomi più comuni per le patologie miotendinee sono: dolore al carico, dolore al tatto, arrossamento e calore nella zona tendinea fino ad arrivare all’impossibilità del movimento. Lo specialista per valutare le patologie tendinee oltre ad un’accurata anamnesi si può avvalere di alcune indagini strumentali quali: l’ecografia muscolo tendinea o la risonanza magnetica, per avere un quadro più completo e impostare con più sicurezza il piano riabilitativo.

Naturalmente come già abbiamo accennato in precedenza, le patologie tendinee non sono semplici o altrettanto veloci da affrontare e riabilitare, in queste patologie il primo trattamento indicato è il riposo dall’attività sportiva che ha provocato il problema per almeno due/tre settimane e l’applicazione di ghiaccio locale per circa 15/20 minuti ripetuto almeno tre volte al giorno.

Nei casi più gravi, questo protocollo deve essere abbinato ad delle terapie specifiche, se il tendine è molto degenerato si può far affidamento sulla terapia fisica riabilitativa.

La fisioterapia può aiutare moltissimo sia attraverso l’utilizzo di macchinari (terapia fisica) come tecar, laser, ultrasuoni, ma anche ad applicazioni di massoterapia (massaggio trasverso profondo, MTP CYRIAX) o alla semplice ma sempre efficace Kinesiterapia.

Passata la fase acuta, trattata come abbiamo elencato in precedenza, possiamo affidarci ad esercizi di stretching eccentrico con un graduale ritorno al carico, mediante anche cyclette o nuoto che aiutano il carico moderato.

Naturalmente è sempre lo specialista che prescrive un percorso di riabilitazione e può associare sia farmaci analgesici e antinfiammatori per ridurre la sintomatologia dolorosa.

 

 

Prevenzione e Consigli

 

In conclusione cerchiamo di capire come fare a prevenire l’insorgenza di una patologia tendinea, con dei piccoli consigli che se rispettati possono valere molto.

Come prima cosa è necessario iniziare l’attività fisica, qualunque essa sia, con il dovuto riscaldamento e un adeguato stretching (dinamico), fare attenzione alle calzature usare durante uno sport specifico per non creare squilibri posturali.

Saper ascoltare il proprio corpo e concedere dei giusti ed adeguati periodi di riposo (carico parziale), rispettare il dolore anche negli sportivi amatoriali, perché se così non si facesse, potrebbe incorrere problemi più duri da risolvere. Infine, ma non per grado d’importanza, una dieta equilibrata per la salute tendinea, ignorando integratori e amminoacidi con i loro presunti effetti benefici sui tendini.

 

 

 

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