Protesi inversa di spalla, analizziamo questo intervento

2 Ott 2019 | riabilitazioni

Protesi inversa di Spalla: Cause e tipologie di traumi

 

La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo che ci permette di compiere movimenti su tutti i piani. Anatomicamente è costituita da 5 articolazioni: l’articolazione scapolo-omerale, l’articolazione acromion-claveare, l’articolazione sterno-clavicolare, l’articolazione scapolo-toracica e l’articolazione sottodeltoidea.

Noi andremo ad analizzare la scapolo omerale, che appartiene alle enartrosi, ovvero, composta da una superficie concava (glena della scapola) e da una superficie convessa (testa dell’omero). L’ evoluzione della nostra specie da quadrupedi a bipedi ha portato cambiamenti funzionali e di adattamento a livello della spalla e di altri distretti che tutt’ora sono in fase di adattamento. In effetti la spalla è l’articolazione più soggetta ad infortuni, artrosi, degenerazione tissutale, questo perché possiamo muoverla su tutti i piani ma non ha un ottimo sistema di stabilizzazione legamenti. Le patologie più comuni riguardanti la spalla sono a carico delle strutture tendine e ossee.

Le cause principali sono spesso dovute a traumi diretti o a fattori genetici. A livello traumatico si possono riscontrare fratture a carico della testa dell’omero e del collo chirurgico combinate a rotture o lesioni tendinee A livello genetico può verificarsi una atrofia muscolare con conseguente lesione tendinea e perdita della qualità dei tessuti in particolare dei muscoli della cuffia dei rotatori.

La diagnosi è fondamentale. Quando siamo di fronte a pazienti con una cuffia dei rotatori compromessa, il paziente avrà dolore anche a riposo e impotenza funzionale, ciò si verifica soprattutto in pazienti dai 60 anni in su. Se il danno tissutale è irreversibile, l’unico rimedio è l’operazione chirurgica. La chirurgia in ambito di spalla è soggetta da anni a studi clinici ed a nuove tecniche di intervento sempre più rapide ed efficaci, una di queste è la protesi inversa di spalla.

 

Di cosa si tratta?

 

 

La protesi inversa di spalla è una nuova tecnica che è stata collaudata proprio per questa tipologia di pazienti la cui diagnosi è rottura o lesione irreversibile dei muscoli della spalla, in primis i muscoli della cuffia dei rotatori. Questa tecnica consiste non solo nel sostituire le strutture ossee con protesi ma, di invertirle tra di loro. Abbiamo detto che la superfice della testa omerale è convessa e la glena della scapola è concava, questo tipo di protesi è detta ’inversa’’ proprio perché inverte le superfici dei capi articolari.

Il perché di questa inversione è dovuto al fatto che pazienti operati con la protesi di spalla anatomica classica a distanza di 6 mesi dovevano essere rioperati perché la componente muscolare non riusciva a sostenere la funzionalità sia nella stabilità che nella funzionalità. Invertendo le superfici protesiche si è constatato che a distanza di mesi ed anni i pazienti non manifestavano alcun problema e potevano svolgere tutte le attività di vita quotidiana.

Che fine hanno fatto i muscoli della cuffia dei rotatori? Grazie a questa nuova tecnica di protesi inversa, anche se i muscoli della cuffia sono tutti compromessi, saranno i 3 fasci del deltoide a garantire stabilità e movimento. In alcuni casi il muscolo sottoscapolare che è un muscolo extrarotatore, se è intatto può essere mantenuto grazie anche alla sua posizione che avvolge anteriormente l’articolazione dandone protezione in caso di lussazione anteriore.

 

 

 

Protesi inversa di spalla: Caratteristiche dell’intervento chirurgico

 

 

L’operazione chirurgica di protesi inversa di spalla ha una durata di circa 40 minuti. Viene effettuata una incisione che va in diagonale dal processo coracoideo verso il trochite omerale, si entra nello spazio tra il deltoide ed il pettorale fino ad arrivare alla capsula, questa viene liberata dal sottoscapolare ed incisa per permettere di arrivare ai capi articolari.

Qui le superfici vengono ‘’ lussate’’ anteriormente per essere lavorate. La testa omerale viene sezionata sagittalmente rispettando i gradi scelti dal chirurgo, cosi come per la scapola. Sulla testa omerale verrà impiantata una superficie artificiale concava mentre sulla glena della scapola una superficie convessa, quindi invertite rispetto alla classica protesi anatomica.

Una volta impiantate le protesi si effettuerà qualche test per verificarne l’efficacia ed il movimento e successivamente si sceglierà se mantenere o meno il muscolo sottoscapolare.

 

 

Post Operatorio e Riabilitazione dopo intervento protesi inversa di spalla

 

 

La riabilitazione è semplice ma lunga. Nelle prime settimane il paziente terrà un tutore che immobilizzerà l’arto e verrà istruito su esercizi da fare a casa, in particolare sarà sottoposto a mobilizzazioni attive per quanto riguarda l’articolazione scapolo toracica.

Successivamente il terapista inizierà manipolazioni e mobilizzazioni passive sotto stretta indicazione del chirurgo. Una volta ripristinata la mobilità, la riabilitazione si concentrerà sul rinforzo dei fasci deltoidei per guadagnare tono e trofismo muscolare.

Il percorso riabilitativo va dai 3 ai 6 mesi a seconda del caso clinico e dalle condizioni del chirurgo. È molto importante il rapporto e la comunicazione tra il fisioterapista che seguirà l’iter riabilitativo ed il chirurgo ortopedico che ha effettuato l’intervento chirurgico, questo al fine di proteggere il paziente h24 e di ottenere il massimo risultato nel tempo.

 

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3 Commenti

  1. Nanni Negro

    è un’operazione molto cruenta? sono in attes di sottopormici, le visite prericovero segnalano un problema opposto al rischio di coagulazione: ossia ho un sangue fortemente fluido, scoagulato, sicché sanguino abbondantemenete in occasione di tagli e ferite o rottura di varici negli arti inferiori. Ho 89 anni,
    Grazie
    Nanni Negro

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    • FisiomedFrascati

      salve, l’intervento di protesi di spalla/ ginocchio ecc. è un intervento importante ma ormai con la tecnologia le complicanze sono sempre meno. ci vorrà del tempo e della fisioterapia ma ne varrà la pena.

      Rispondi
    • FisiomedFrascati

      salve, speriamo che con il passare del tempo si sia risolto tutto

      Rispondi

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