La pubalgia: di cosa si tratta?

6 Ago 2019 | patologie

Cos’è La Pubalgia?

 

Il termine pubalgia ci dà già l’idea di una ‘’algia’’ quindi un dolore nella zona del ‘’pube’’.

La pubalgia è una infiammazione dolorosa che colpisce la zona inguinale e/o pubica provocando dolore. Spesso questa sindrome dolorosa può diffondersi anche dall’addome sino alla parte interna delle cosce. È una patologia che trova terreno fertile soprattutto nell’ambito sportivo infatti, calciatori, schermidori, tennisti, ballerini e in generale chiunque pratichi attività fisiche che richiedono un importante ed intenso utilizzo degli arti inferiori può esserne colpito. La pubalgia è una patologia detta ‘’da sovraccarico’’ dovuta a micro traumi dei muscoli retti addominali o adduttori che portano ad infiammazione, dolore, contratture e limitazione funzionale.

 

 

Cause principali

 

La società italiana di ortopedia e traumatologia (siot) ha dichiarato che esistono più di 70 cause che possono portare a soffrire di pubalgia. La causa più comune resta, come già detto prima, quella di una patologia da sovraccarico dei muscoli che si inseriscono sull’osso pubico tra cui gli addominali e gli adduttori.

Nel sesso femminile durante gli ultimi mesi del periodo di gravidanza la pubalgia può essere causata da due fattori, uno dalla secrezione dell’ormone relaxina che rende più elastica la zona pubica per favorire il parto, l’altro dal peso vero e proprio del neonato che poggia, preme e si muove sui muscoli dell’addome.

 

 

Fattori di rischio

 

Un fattore di rischio che potrebbe esporre al problema dell’infiammazione pubica è il non corretto rapporto di bilanciamento funzionale tra i muscoli addominali deboli e i muscoli adduttori forti, quindi debolezza intrinseca tra muscoli dell’addome e muscoli inguinali. Anche una postura scorretta, in particolare una iperlordosi lombare può contribuire all’aumento del rischio di pubalgia, cosi come un fattore ereditario di pubalgia congenita dell’anca.

Alcune patologie strutturali del sistema muscolo scheletrico posso essere fattori di rischio per la pubalgia, come ad esempio la asimmetria degli arti inferiori, limitazioni articolari a carico dell’articolazione coxo-femorale ed il piede valgo, varo, pronato o supinato.

Ultimamente quando si parla di pubalgia negli sportivi, si punta spesso il dito contro la qualità dei terreni su cui gli atleti si allenano e sul tipo di calzature che indossano. 

Spesso capita di osservare dei campi in erba finta costituiti da materiale sintetico ovvero di plastica, molto consumati su cui si allenano i bambini, questo è sbagliato in quanto in età di sviluppo può portare a seri problemi posturali, muscolari e di degenerazione osteo/cartilaginea.

 

 

Trattamento della Pubalgia

 

La miglior terapia in fase acuta per il trattamento della pubalgia è il riposo che va da 2-3 settimane a 3 mesi. Oltre al riposo un ottimo risultato clinico è dato dalla rieducazione posturale con il metodo mezières al fine di allungare globalmente e progressivamente tutta la catena cinetica muscolare anteriore attraverso posture mirate.

Vengono utilizzati anche tecniche miotensive fasciali, la respirazione diaframmatica al fine di rilassare il più possibile il paziente e le terapie strumentali come laserterapia e tecarterapia.

 

 

 

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